remote control


di scande
dal 9 al 24 ottobre 2010

Non esiste protezione senza paura.
L’installazione Remote Control pensata per lo Spazio Estro parte da questo dato di fatto
per spingersi oltre, alla ricerca di un’esperienza richiesta a chi guarda. Lo spettatore non
può perciò rimanere tale, perché questo è un attacco diretto a lui.
Scande con il progetto Remote Control ha creato un’unica grande installazione che ne
ingloba al suo interno quattro. L’attacco è su più fronti, parte dall’esterno, dove la barricata
che accoglie il pubblico ne limita l’ingresso. Questo richiede già un primo sforzo, bisogna
accucciarsi, per poter superare il varco. Appena dentro, il secondo attacco è diretto, un
segnale di allarme ci mette in guardia. Il contrasto tra l’esterno ostile e l’interno confortevole
che accoglie è evidente.
Una volta dentro ci sentiamo finalmente al sicuro, un rinfresco ci mette a
nostro agio. Lungo tutta la parete, un cavo elettrico delinea lo spazio, ha un’origine, ma il
cerchio non si chiude. Il cavo alimenta gli stessi faretti che la illuminano e infine rimane
scoperto, tranciato. Quella che pare a colpo d’occhio l’installazione più accomodante a uno
sguardo attento, risulta la più pericolosa. L’esposizione si compone infine di due disegni,
visioni analitiche di spine e prese industriali, ma anche qui c’è qualcosa che non quadra.
L’oggetto inanimato racchiude al suo interno suggerimenti anatomici, sessuali, che rendono
gli oggetti dei soggetti; uomo e donna. Scande riprende con questa esposizione una
tematica che era stata affrontata in alcuni lavori precedenti, tracciandone i confini.
La paura, componente naturale della sopravvivenza viene ricreata ed
amplificata all’interno dello spazio
, chiedendo allo spettatore un gesto, un’azione,
una risposta. Lo spettatore diviene coprotagonista del processo creativo che senza di lui
non avrebbe atto. Remote Control non è perciò una mostra personale, quanto piuttosto,
una situazione, precaria, pericolosa ma accogliente al contempo. Uno spazio vuoto che
intimorisce ma istiga a difendersi.