trasformazione


di nicolò melocchi

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L’idea di questa mostra venne dopo un incontro con uno sciamano del Nepal,
BHOLA NAT ,con il quale praticai una tecnica di meditazione che utilizzava il suono come veicolo del pensiero.
Verso la fine di una di queste sessioni meditative, il mio intelletto si pose in uno stato di dormiveglia, che mi permise di vivere un sogno in uno stato di semicoscienza,
il sogno della TECA DI VETRO.
Non è cosa saggia raccontare i propri sogni a chiunque, quindi mi limiterò nel dire che dopo aver vissuto quel sogno la mia vita subì una intensa trasformazione.
La volontà di intendere maggiormente i cambiamenti in atto nella mia esistenza mi ha spinto a sviluppare tale sogno tramite procedimenti artistici , facendolo appunto come oggetto di una performance.
Credo comunque che le parole chiave dell’esperienza onirica vissuta siano:
dolore, rinascita, cambiamento, volo.
La vita è movimento perpetuo,metamorfosi,il passaggio da una fase ad un'altra
Eternamente.
Lo strumento essenziale del nostro movimento attraverso il tempo e lo spazio è l’atto del camminare, esso ci porta attraverso le situazioni che si susseguono nella vita di tutti i giorni. Quotidianamente facciamo delle scelte di cammino, quali strade prendere, quando fermarsi ad attendere, in quali porte entrare; queste micro decisioni condizionano totalmente la casualità, determinando così le situazioni che vivremo,le persone che incontreremo, le mani che stringeremo compartendo il suono dei nostri passi .
Proprio di questo si occupano le fotografie, l’altro dei miei lavori appena completato. Con l’aiuto di una amica , Jessica Moroni, ho potuto documentare un percorso compiuto, che incominciava dalla mia attuale casa in Granata (Spagna) per terminare poi nelle onde dell’Oceano Atlantico(Los caños de meca). Attraversando la dimensione urbana, con i suoi edifici, gli individui e le macchine ne ho valicato il
limite per approdare ad una dimensione più interna ed amplia fondendomi all’ambiente naturale, alle sue ombre e ai suoi silenzi. Il passo successivo si svolge sulla sabbia di una spiaggia ai limiti dell’Europa dove la mia figura si rapporta all’infinità dell’oceano e delle sue onde che cancellano le tracce del mio cammino.

Un grazie a Bhola Nat; grazie a Jessica, Nahed e a Azu che mi hanno accompagnato durante il viaggio, grazie a Giulia per la buona volontà, all’associazione ESTRO per permettermi di mettere in atto le mie follie...e un grazie a tutte le ragazze che adesso sono in una stazione con una pizza in mano aspettando un treno per chissà dove...
me le sposerei tutte!


GRACIAS A LA VIDA

Nicolò Melocchi
marzo 2007