miss impersonale


di miss goffetown
dal 5 al 20 luglio 2008

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“Per me l’arte è come nell’alimentazione le caramelle: inutile, ma io non ne posso fare a meno…bla bla bla rabarbaro bla bla”

Miss. Goffetown

Per sua stessa ammissione, l’arte secondo miss. Goffetown è una forma di gioco, qualcosa che prende il punto di inizio dalla realtà per poi deformarla, ricolorarla e riprofumarla secondo la dimensione di un mondo interiore.

In questa realtà parallela (in cui non esiste più Fulvia, ma il personaggio di miss. Goffetown) si può essere un giorno una bambina che va a trovare l’orsetto Winny the Pooh (sorprendendolo però nudo), e il giorno dopo una ragazza con un buco al posto del cuore, senza poi escludere la possibilità di mischiare questi e molti altri aspetti.

Una goffa figura che fa cambio di posto con la sua ombra o cerca di intrattenere un surreale scambio di idee con il bambino delle caramelle Haribo o ancora si ritrova tormentata nel sonno da un enorme scarafaggione in stile Kafka ma con la musica dei Beatles oppure indossa una collana di lacrime abbeverando un piccolo gallo… Non è ben chiaro quanto queste avventure, assolutamente fantastiche e libere, abbiano una risposta nella vita reale dell’autrice, ma forse va bene così, è una ambiguità che ha tutto il diritto di esistere.

La poetica personale di miss. Goffetown prende come medium espressivo l’illustrazione per rispondere ad esigenze e tematiche più ampie, entrando così a pieno diritto nella sfera dell’arte.

In mostra vi sarà materiale molto vario tra cui: una trentina di cartoni grandi e piccoli (fatti durante un viaggio in Spagna), alcune tovaglie dipinte, dei disegni su Post-it, un installazione…

A cura di Francesco Chiaro